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Nel
luogo ove oggi è il moderno Camposanto, vi era la chiesa
di Santa Liberata che fu demolita e al suo posto fu ricostruita
quella moderna.
La facciata, attualmente ridipinta, presenta una struttura
a capanna con sovrastante timpano e cupola centrale. La pianta
è a croce greca con bracci a terminazione rettilinea
e coperti con volte a botte raccordate alla cupola emisferica.
Dietro la parete dell'altare maggiore è stata ritrovata
l'abside della costruzione più antica, con affreschi
del XVI secolo.
Sul gradino d'accesso all'altare è incisa la scritta:
EXAUDI DEUS ORATIONES SUP(PLICANT)IVM IN LOCO, IST (O.) QUESORUM
HUNC BENEFICIA PETITURUS INGREDITUR CUM A SE IMPETRASSE LETETUR.
1493. (Esaudisci o Dio le preghiere di quelli che ti supplicano
in questo luogo. Il supplicante che entra qui per impetrare
grazia sarà esaudito. 1493).
La chiesa cimiteriale di San Polo dei Cavalieri fu consacrata
secondo gli storici locali nel 1550, il 27 di agosto da Angelo
vescovo di Albano.
Pur non conoscendo la fonte da cui si deduce tale data, dobbiamo
comunque riferire la prima costruzione dell'edificio almeno
a una sessantina di anni prima, vista anche l'iscrizione incisa
sul gradino dell'altare, la quale, pur se quasi illeggibile,
ci fornisce una data certa: 1493. Nel 1658 la chiesa è
rilevata nel resoconto della visita pastorale del vescovo
di Tivoli Marcello Santacroce.
La ristrutturazione attuale è dei primissimi anni del
XIX secolo, in evidente stile neoclassico. Della chiesa più
antica resta solo l'abside semicircolare, completamente affrescata,
murata dietro la parete d'altare di epoca successiva e poi
riscoperta. Alcune opere qui in origine collocate sono state
in seguito trasportate in Santa Lucia (L'Assunta) e in San
Nicola (Crocefisso). |
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