Nel luogo ove oggi è il moderno Camposanto, vi era la chiesa di Santa Liberata che fu demolita e al suo posto fu ricostruita quella moderna.Foto di Riccardo D'ACHILLE La facciata, attualmente ridipinta, presenta una struttura a capanna con sovrastante timpano e cupola centrale. La pianta è a croce greca con bracci a terminazione rettilinea e coperti con volte a botte raccordate alla cupola emisferica. Dietro la parete dell'altare maggiore è stata ritrovata l'abside della costruzione più antica, con affreschi del XVI secolo.
Sul gradino d'accesso all'altare è incisa la scritta: EXAUDI DEUS ORATIONES SUP(PLICANT)IVM IN LOCO, IST (O.) QUESORUM HUNC BENEFICIA PETITURUS INGREDITUR CUM A SE IMPETRASSE LETETUR. 1493. (Esaudisci o Dio le preghiere di quelli che ti supplicano in questo luogo. Il supplicante che entra qui per impetrare grazia sarà esaudito. 1493).
La chiesa cimiteriale di San Polo dei Cavalieri fu consacrata secondo gli storici locali nel 1550, il 27 di agosto da Angelo vescovo di Albano.
Pur non conoscendo la fonte da cui si deduce tale data, dobbiamo comunque riferire la prima costruzione dell'edificio almeno a una sessantina di anni prima, vista anche l'iscrizione incisa sul gradino dell'altare, la quale, pur se quasi illeggibile, ci fornisce una data certa: 1493. Nel 1658 la chiesa è rilevata nel resoconto della visita pastorale del vescovo di Tivoli Marcello Santacroce.
La ristrutturazione attuale è dei primissimi anni del XIX secolo, in evidente stile neoclassico. Della chiesa più antica resta solo l'abside semicircolare, completamente affrescata, murata dietro la parete d'altare di epoca successiva e poi riscoperta. Alcune opere qui in origine collocate sono state in seguito trasportate in Santa Lucia (L'Assunta) e in San Nicola (Crocefisso).