La
facciata è a capanna semplice, in muratura intonacata. Unici
elementi leggermente in rilievo sono la modanatura della finestra
posta in alto e la decorazione del portale: una cornice in marmo
a mensole a chiocciola che sostengono un timpano spezzato con al
centro un'edicola sormontata da una croce.
L'interno si presenta ad una sola navata con copertura a soffitto
piano e abside quadrata. L'altare interamente in legno scolpito,
è incorniciato da due colonne che sostengono un architrave
dove sono posti angeli reggicandela e un'edicola centrale con cornice
a mescheroni. Il nucleo originario della chiesa fu costruito, secondo
gli storici locali, a cavallo tra XIII e XIV secolo, epoca di massima
diffusione del culto di S. Nicola di Bari, che secondo una tradizione
locale aveva preservato dalla morte alcuni abitanti del paese partiti
per le crociate.
L'antica torre del Castrum Sancti Pauli divenne la torre
campanaria, la quale conserva ancora una campana che risale
al 1390.
Una lapide custodita all'interno ci informa che la chiesa venne
"ricostruita e ampliata" nel 1587. Il campanile fu invece
abbattuto da un fulmine e ricostruito per volere del vescovo di
Tivoli Marcello Santacroce nel 1669 (data incisa sulla volta interna).
La cupola ottagonale e la sua decorazione sono attribuite all'architetto
Guidetto Guidetti. L'edificio fu di nuovo rinnovato nel 1910, quando
il pittore Mario Agrifoglio ne dipinse il soffitto e le pareti.
Altri restauri ebbero luogo nel 1934, riguardarono il pavimento
sotto il quale si trovano 8 sepolcri. Durante tali lavori fu ritrovato
un’antica pila di pietra che si presume che fosse la vasca
battesimale. L'altare maggiore, in stucco e legno dipinto, risale
1787 e si sovrappone ad uno più antico. Il quadro d'altare,
raffigurante S. Nicola di Bari, che nello strato più antico
risalirebbe al secolo XV, appare ora completamente ridipinto. La
sacrestia venne annessa alla chiesa nel 1805, mentre nel 1828 fu
di nuovo restaurato il campanile.
Tra le opere che arricchiscono la Chiesa, vi è un Trittico
di autore ignoto risalente presumibilmente al XVI secolo. Restaurato
nel 1999, trafugato il 2 Aprile del 2000, è stato riconsegnato
a tutta la comunità di San Polo dei Cavalieri il 13 Agosto
2006 dai Carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio artistico
di Firenze. |
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