La leggenda vuole che già da piccolissimo Nicola, nato in Asia Minore, abbia dato prova di essere un bambino dai poteri miracolosi. Si narra infatti che si sottoponesse volontariamente ad una sorta di digiuno, limitandosi a suggere il latte materno una sola volta al giorno. Figlio di una famiglia più che benestante, si racconta che abbia regalato la sua dote a tre ragazze bisognose, sue vicine di casa, che altrimenti sarebbero state avviate alla prostituzione. Da questo episodio trae origine la Festa delle zitelle che si celebra a Ponzano Romano. Si racconta inoltre che Nicola sia stato in grado di resuscitare tre giovani e da qui deriva il suo patronato sui ragazzi ai quali Sanctus Nicolaus portava addirittura regali. Il collegamento col Santa Claus americano (dove giunse portato dagli olandesi) è evidente. Tornato in Europa durante la guerra, diventerà Babbo Natale. In realtà l’uso di portare doni ai bimbi il 6 di dicembre è rimasto solo in poche zone dell’Italia meridionale ed in particolare nei pressi di Bari, città in cui le spoglie del Santo vengono custodite dal 1087.
I festeggiamenti per il Santo patrono prevedono diverse funzioni religiose. Nel corso della giornata viene anche sorteggiato il membro della Confraternita del Sacro Cuore che custodirà per tutto l’anno la statuina del Santo. Nel pomeriggio si svolge il Ballo della Pupazza: un fantoccio di cartapesta, all’interno del quale danza una persona, viene fatto ballare in piazza sino al momento nel quale viene dato alle fiamme. Il gioco consiste nel resistere il più a lungo possibile senza bruciarsi.