Federico Cesi II, figlio di Federico Cesi I, dal quale ereditò il Ducato d’Acquasparta e il Principato di Santopolo, era un appassionato di scienze naturali ed era conosciuto da tutti come "Il Linceo".
Nacque a Roma nel 1585 e morì ad Acquasparta nel 1630 ad appena 45 anni. Fondò, all’età di diciotto anni, insieme ai suoi amici Francesco Stellati, Anastasio de Filijs e Jan Heck, l’Accademia dei Lincei della cui attività fu promotore e mecenate. Essa aveva come simbolo la lince, della quale voleva emulare l’acutezza d’osservazione.
Federico Cesi Galileo Galilei Stemma Accademia dei Lincei

Egli la fornì di un orto botanico, di un gabinetto di storia naturale e di una biblioteca. L’Accademia tuttavia si dedicò alla storia naturale trovando il suo lustro maggiore in Galileo Galilei.
Dopo varie oscure vicende, che ne determinarono la chiusura, l’Accademia fu riaperta nel 1801 sotto il patrocinio pontificio, che la denominò "Nuovi Lincei". Nel 1870 vi fu la loro scissione: un Gruppo creò alla Pontificia Accademia delle scienze, l’altro alla Reale Accademia dei Lincei, che nel 1875 aggiunse alla classe di scienze fisiche, matematiche e naturali, quella di scienze morali, storiche e filologiche. Con l’avvento del fascismo, che fondò l’Accademia d’Italia (1939-44), i Lincei entrarono in una grave crisi dovuta soprattutto alla mancanza di libertà d’iniziativa e d’espressione. Dal 1944 tuttavia i Lincei hanno avuto di nuovo vita autonoma, soprattutto dal potere politico, e si sono arricchiti della classe di critica letteraria, d’arti figurative e di musica. La biblioteca dell'’Accademia è una delle più ricche d’Italia e d’Europa e si trova a Palazzo Corsini, a Roma. La presenza del Cesi nel paese contribuì a far conoscere meglio S.Polo e il contatto con molti uomini di cultura spinse alcuni giovani sampolesi allo studio delle lettere. I più dotati d’intelligenza vennero anche aiutati economicamente, così S.Polo ebbe i primi maestri di alfabeto e altri professionisti. Va ricordato un certo Pietro che, divenuto medico, perfezionò ancora i suoi studi tanto da divenire Archiatra di Sua Santità Pio V negli anni 1566-72. Alcuni scrissero che l’Accademia era stata fondata ad Acquasparta, altri a S.Polo, ma è certo, attraverso lettere autografe di Federico Cesi, che egli amasse convocare gli Accademici sia in Acquasparta sia in S.Polo, luoghi in cui amava trascorrere le stagioni estive e autunnali.Tra queste lettere ve ne sono alcune, conservate nella Biblioteca Vaticana, scritte a Galileo Galilei, per informarlo delle sue escursioni scientifiche che lo portarono fino al Monte Gennaro e ad un’immensa pianura, conosciuta come "il Pratone", e denominata da allora Anfiteatro Linceo per ricordare gli studi fatti in quei luoghi dal Cesi e dagli Accademici. Possiamo affermare che sotto il Principato dei Cesi, S.Polo progredì in modo sostanziale. Ebbero fine le guerre e per i cittadini iniziò una vita dedita alla scuola, alle arti e ai mestieri. Inoltre ebbe inizio il turismo, infatti, molte famiglie romane cominciarono a trascorrere le stagioni estive a S.Polo, che tutti conoscevano come residenza estiva dei Cesi e dei loro amici della nobiltà romana.

Elina Di Mastropaolo